Ad aula unica e ubicata a distanza di un chilometro ad Est dal centro abitato, la documentazione che riguarda la chiesa di San Vito risale già al XVII secolo.
Sin dai primi anni del ‘700, il Capitolo aveva accorpato la cappella di San Vito e quella di S. Maria del Carmine relativamente all’amministrazione del patrimonio che entrambe avevano accumulato in pochi anni, grazie a lasciti, elemosina e donazioni, a testimonianza della devozione che il popolo aviglianese aveva nei confronti dei due santi (le entrate servivano per la manutenzione). A tal proposito la chiesa di San Vito era proprietaria del “casolaro”, una casa a due vani ubicata nel quartiere Serritiello, per la quale vennero eseguiti ingenti lavori affidati ai maestri Sileo.
Ritornando alla chiesa, nel 1741-42 vengono montati due “avanti altari” lignei e in seguito, negli anni ’50 del ‘700 il Capitolo vendette le cappelle per poter investire nei Sali d’Abruzzo e di conseguenza, per poter affrontare le spese di ristrutturazione del tetto della chiesa di San Vito fu venduto anche il casolaro.
Nel frattempo il Capitolato aveva sciolto la comunione tra le due cappelle, assegnando gli introiti dell’investimento alla cappella di San Vito.
Al 1768 risale un intervento di restauro promosso da Paolo Sileo; pochi anni dopo, nel 1780, dietro l’altare maggiore, fu edificata la sagrestia con un piano superiore per l’alloggio dell’abate.
Nel 1894 fu costituita la congregazione di San Vito e l’anno successivo fu proclamato compatrono di Avigliano, assieme alla Madonna del Carmine.
Nel corso del XX secolo sono i comitati per la celebrazione della festa patronale, che si svolge il 15 giugno di ogni anno, a provvedere ai lavori di manutenzione e restauro alla cappella; mentre nel 1929, alla bottega dello scalpellino Pietro Manfredi, venne affidata la realizzazione di una colonna crocifera collocata, tutt’ora, nel piazzale antistante la chiesa. Ma l’intervento più consistente fu promosso dal sacerdote
Domenico Mecca con il contributo degli aviglianesi emigrati ed eseguito tra il 1960 e il 1965: fu innalzato il frontone quadrangolare inglobante il portone settecentesco e venne aggiunta, nell’angolo posteriore sinistro, una piccola torre campanaria, in sostituzione del preesistente campanile a vela.
Al 1998 risale il rifacimento della copertura con capriate in legno e nel 2007, con il contributo dei fedeli, fu restaurato il campanile, la facciata, gli intonaci esterni e la tinteggiatura. Sono state poi restaurate le statue e l’altare maggiore. Rifatto l’impianto elettrico e montato impianto di antifurto. Tytto questo ad opera dell’associazione S. Vito Martire.
Edificio a pianta rettangolare, in muratura in laterizio a faccia vista. Il prospetto in laterizio presenta un basamento in pietra a motivi geometrici e delle lesene in pietra
che incorniciano il portale di ingresso. Intonacato internamente, con decorazioni di pregio nell’abside, tetto a falde con cornicione decorato in laterizio. Davanti alla chiesa esistevano due olmi altissimi sradicati il 15 giugno 1780 a causa di un furioso temporale; ma da circa vent’anni sono statti ripiantati.
La chiesa a navata unica, conserva al suo interno una tela risalente al ‘600 e
raffigurante la gloria di San Vito, e due tele: una del ‘600 attribuita a G.Bresciano e l’altra del XVIII secolo attribuita a G.L.Carbone (incassati in due altari laterali in legno). Esistono, inoltre, una statua di San Vito in legno policromato del ‘600 e due statue in legno di San Modesto e di Santa Crescenza. Le tre statue sono posizionate sull’altare maggiore. All’ingresso della chiesa, su un vecchio soppalco ligneo, si può notare ciò che resta di un antico organo in legno risalente al ‘600.
L’origine del culto di S. Vito ad Avigliano non ha data certa, ma certamente è molto antico e lo si può far risalire ad alcuni secoli prima della costruzione dell’attuale Cappella che, come abbiamo detto, è stata edificata sulle rovine dell’antica primitiva chiesetta. La devozione a questo Santo è stata sempre molto sentita dagli aviglianesi tanto da sceglierlo come loro protettore fin dal XVIII secolo, ottenendo, il 14 maggio 1748, un decreto a firma del Cardinale Tamburrini che esaudì la loro scelta. Nel 1811, patrona di Avigliano divenne la Madonna del Carmine mentre S. Vito rimase compatrono della parrocchia e della Chiesa Madre.
Ai fini civili San Vito è patrono dell’intero territorio del Comune di Avigliano dal 1895.

