Eleganza, fierezza, intelligenza… Sono solo alcune delle qualità che appartengono al cavallo; animale di straordinaria bellezza, capace di svolgere i compiti più disparati e di cui, da sempre, l’uomo subisce il fascino. La sua è un’indole “selvaggia”, parola che deriva dal latino silvaticus, che vuol dire “silvestre”, “abitante della selva”. Ha sempre fatto, quindi, della natura la sua casa, il luogo in cui poter correre libero, con la criniera e la coda che ondeggiano a ritmo del vento.
Ma risale a più di 5000 anni fa il periodo in cui il cavallo si è affidato alle mani dell’uomo, lasciandosi addomesticare da lui e affiancandolo in tutte le sue attività, dal trasporto, al lavoro e al divertimento, fino a creare un legame tanto speciale che solo cavallo e cavaliere sono in grado di comprendere.
Non è dunque un caso che proprio questo animale, dalle doti eccezionali e dall’innata signorilità, sia stato scelto per rendere omaggio al nostro Patrono San Vito, partecipando al corteo storico in Suo onore ma anche presenziando la tradizionale benedizione degli animali di cui il Santo è protettore. Il settore dei Cavalieri del Santo, infatti, tutto l’anno, prepara con cura, attenzione e maestria i cavalli a queste manifestazioni, per devozione a San Vito che con loro condivideva l’amore e la passione per questi splendidi animali.


